LA PITTURA IN ITALIA - il Novecento, vol. II, Edizioni Electa

Patelli Paolo (Abbazia-Fiume, 1934). Nato ad Abbazia in Istria, ben presto si trasferisce nel Veneto dove si laurea in Chimica e quindi in Farmacia. Fin da giovanissimo i suoi veri interessi si rivolgono però alla letteratura e alla pittura. Entrato in contatto con l'ambiente artistico e culturale veneziano, dopo esordi che si possono collocare in un orizzonte postinformale, Patelli avverte l'esigenza di una più rigorosa strutturazione geometrica della propria espressività pittorica. Intanto, nel 1962, tiene la sua prima personale alla Galleria Carrain di Padova, mentre nel 1963 espone alla Galleria del Cavallino a Venezia e, nell'anno successivo, alla Galleria del Naviglio a Milano e ancora alla Galleria del Cavallino con la quale manterrà un costante rapporto. Nel frattempo, dopo aver approfondito le modalità percettive della pittura avvicinandosi alle cosiddette Nuove Tendenze, Patelli verrà ulteriormente decantando la propria creatività affrontando esperienze di carattere minimale. La sua attività espositiva si fa intanto sempre più intensa, con la partecipazione a importanti rassegne, tra le quali Zero Avantgarde nel 1966 a Roma e a Diisseldorf e la mostra Italian Contemporary Ari alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Tokyo. Nel frattempo si moltiplicano le sue personali in Italia e all'estero: nel 1964 alla Galerie St. Stephen a Vienna, nel 1966 ancora alla Galleria del Cavallino e del Naviglio, nel 1967 alla Galleria II Bilico a Roma, alla Galleria L'Argentario a Trento, alla Benson Gallery a Long Island, e alla Galerie Jeanne Wiebenga a Losanna. Intanto è venuto avvicinandosi alle istanze analitiche della cosiddetta Nuova Pittura, affrontando una originale ricerca sulla condensazione ed espansione del colore. Ben presto Patelli supererà i tradizionali canoni della pittura oltrepassando i limiti del quadro per intervenire anche attraverso l'uso di materiali come stoffe liberamente sciolte da ogni telaio, plastiche, reti metalliche, assi e pezzi di legno, sulla parete e sull'ambiente. In questi anni ha pubblicato 2 Progetti per pura pittura nel libro di Klaus Groth Ifl had a mind pubblicato a Colonia e ha altresì partecipato a importanti rassegne, tra le quali la mostra New Italians al Museo di Arte Moderna di Baltimora nel 1970, alla esposizione Neue Molerei al Museo di Leverkusen nel 1972 e alla mostra Fare Pittura al Museo Civico di Bassano nel 1973, anno in cui è stato invitato anche alla Quadriennale di Roma. Nel 1974 e nel 1975, in collaborazione con Paolo Cardazzo, Patelli ha realizzato due videotape, Aggiungere, levare e Auto-video intervista. A partire dai primi anni Settanta Patelli trascorre lunghi periodi all'estero, specie negli Stati Uniti, dove è stato visiting lecturersà Politecnico di Sheffield e al Kansas City Art Institute. In questi anni espone alla mostra Art Today alla Princeton University nel 1974 e nel 1979 alla rassegna Procedimento - Process allo Studio la Città di Verona. Nel corso degli anni Ottanta, dopo un periodo in cui la sua pittura si apre, in una vasta serie di opere su carta, a libere e aeree allusioni paesistiche, Patelli è venuto riflettendo sul difficile connubio tra sciamano e mediatore acculturato in cui identifica la sua funzione di artista, approfondendo i molteplici aspetti della ritualità insita nella pratica del dipingere. Dalla fine degli anni Ottanta è docente di Pittura presso la New York University e a partire dal 1993 presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia.